Agriforeste e orti bio: dalla Terra dei Fuochi all’oasi eubiotica che rigenera suolo e comunità

Un percorso di rinascita ambientale a Sant’Anastasia cove la copertura vegetale dal 5% è passata all’85% con 30 nuove specie vegetali. Un modello replicabile per salute e comunità in tutti i luoghi inquinati e ad alta industializzazione.

Dalla “Terra dei Fuochi” a emblema di rinascita: a Sant’Anastasia nasce l’oasi di biodiversità di Mamagrà. Pubblicato su Sustainability lo studio EcoFoodFertility: in sei anni copertura vegetale dal 5% all’85% e specie da 10 a 42.

“Un suolo degradato e inquinato può tornare fertile e divenire presidio di salute. Lo documenta lo studio “Peri-Urban Successional Agroforestry as a Tool for Territorial Re-Signification and One Health: A Longitudinal Case Study in the ‘Land of Fires’, Italy”, firmato dalla rete del progetto di ricerca EcoFoodFertility e pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Sustainability. https://doi.org/10.3390/su18136493

La ricerca ricostruisce sei anni di trasformazione nel cuore dell’area, a Mamagrà, in località Madonna delle Grazie nel Comune di Sant’Anastasia, al confine con Pomigliano d’Arco. In un contesto periurbano che ospita una masseria quattrocentesca appartenuta all’ordine dei Girolamini, è stata creata un’autentica “oasi di resilienza e biodiversità”.

I numeri della rigenerazione (2019–2025) – Copertura vegetale: dal 5% all’85% – Biodiversità floristica: da 10 a 42 specie – Suolo: miglioramento qualitativo definito “eccezionale” – Orto naturale: realizzato all’interno del sito e inserito nella “rete eubiotica” di EcoFoodFertility.

Il progetto, guidato dal proprietario dell’area, Savio Giuseppe Di Dato, ha adottato un sistema innovativo di agroforestazione successionale, trasformando un terreno quasi desertificato in una foresta produttiva.

L’orto “eubiotico”: oltre il biologico

L’orto segue il modello sviluppato da EcoFoodFertility, che supera le pratiche biologiche convenzionali. Il termine “eubiotico” deriva dal greco: EU = buono, BIOS = vita. Obiettivo: ottenere alimenti ad alto potere antiossidante e detossificante, utili a proteggere la fertilità umana e la salute generale dagli inquinanti ambientali.

“È la sintesi di un percorso che mette insieme Ambiente e Salute Umana in ottica One Health”, sottolineano i promotori.

Dalla stigmatizzazione dei roghi a spazio civico

Accanto agli indicatori ecologici, lo studio mette in luce anche un risultato sociale: il coinvolgimento progressivo della comunità. Gli eventi aperti ai cittadini sono passati da 3 a 24 in un solo anno.

“Ma il risultato più significativo va oltre gli aspetti ambientali – spiega Luigi Montano, uroandrologo, past president della SIRU, Società Italiana di Riproduzione Umana – lo studio evidenzia come la rigenerazione ecologica abbia contribuito a cambiare anche la percezione del territorio. Un luogo conosciuto per l’inquinamento e i roghi illegali è diventato uno spazio di incontro, educazione ambientale e partecipazione civica, dimostrando che la riqualificazione del paesaggio può favorire anche la ricostruzione del tessuto sociale”.

Un riferimento per il Green Deal e le Nature-Based Solutions

L’iniziativa integra pienamente l’approccio EcoFoodFertility, focalizzato su prevenzione primaria e resilienza umana e ambientale. Secondo gli autori, interventi di questo tipo costituiscono una strategia efficace e replicabile di rigenerazione territoriale in altri contesti degradati, contribuendo agli obiettivi del Green Deal europeo e delle Nature-Based Solutions.

“È un modello – avverte Montano – che abbiamo pubblicato e rappresenta un modello utile per tutte le Terre dei Fuochi d’Italia”.

MAMAGRÀ: sede operativa e centro di monitoraggio

A MAMAGRÀ ha sede la componente agroambientale di EcoFoodFertility APS, a supporto della rete di ricerca del progetto. Sono in corso monitoraggi su aria, acqua, suolo e specie vegetali. L’obiettivo dichiarato è fare di questo luogo un sito sperimentale avanzato, dove la ricerca incontra il territorio e la comunità, generando educazione e consapevolezza ambientale accessibile a tutti.

“Un esempio paradigmatico di rinascita ecologica e sociale partita dal basso – concludono i ricercatori – che ha creato le condizioni per quella che può essere definita una Vita Eubiotica, ovvero ‘Vita buona’ in ottica One Health o meglio di Planetary Health”.

Il messaggio finale dello studio è netto: anche nei luoghi più difficili è possibile costruire un futuro diverso, restituendo valore alla terra e a chi la abita.

Ettore Mautone

www.mondosanita.it

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