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EcoFoodFertility, il nuovo modello di valutazione dell'impatto ambientale sulla salute umana

La dieta mediterranea migliora il seme maschile

e disintossica dagli inquinanti

Roma, 8 nov. (Adnkronos Salute)

alimenti eubiotici fonte adnkronosLa dieta mediterranea è in grado di migliorare la qualità del seme maschile e di modificare significativamente i livelli di contaminazione da metalli. E’ quanto dimostra lo studio Fast (Fertilità ambiente, stili di vita), condotto dal team di Luigi Montano, uroandrologo dell’Asl di Salerno, esperto in Patologia Ambientale e co-presidente della Società italiana riproduzione umana (Siru).

Il trial fa parte del progetto multidisciplinare di biomonitoraggio umano, denominato EcoFoodFertility (www.ecofoodfertility.it), ed è finanziato dal ministero della Salute e vede tra i suoi partner l’Istituto superiore di sanità, l’Università di Brescia, il Cnr, l’Enea e le Università di Milano e di Napoli Federico II. I risultati dello studio, durato oltre due anni, sono stati presentati oggi al 3° Congresso nazionale della Siru in corso a Milano.

Lo studio ha esaminato circa 400 maschi sani adolescenti, non fumatori, omogenei per età (media 19 anni), massa corporea e stili di vita, residenti in tre aree d’Italia fortemente inquinate: Brescia – Caffaro, Valle del Sacco nel Frusinate, Terra dei Fuochi. Sono state valutate, per ogni gruppo delle tre aree e confrontate fra loro la qualità del liquido seminale, parametri epigenetici, proteomici, stress ossidativo e alcuni tossici ambientali come i metalli pesanti, riscontrando diverse differenze statisticamente significative, in particolare per i tassi di contaminazione fra i soggetti nelle diverse aree con valori medi di concentrazione per area che differivano per alcuni metalli anche fino a 15 volte.

Lo studio sembra mettere un punto fermo sull’efficacia della dieta mediterranea per la fertilità e per disintossicarsi da un ambiente inquinato stando a tavola. I primi risultati hanno dimostrato come il gruppo che ha seguito per circa 4 mesi il modello della dieta mediterranea ricca di verdura, frutta, legumi e cerali provenienti in massima parte da coltivazione biologica, ha migliorato in maniera statisticamente significativa tutti i principali parametri del seme, come numero, motilità e morfologia rispetto al gruppo di controllo che, invece, non ha avuto questo beneficio. Anzi, il segno in questo caso era negativo, con modifiche anche della concentrazione dei metalli, per qualcuno fino al 70%.

“In sostanza – dichiara Montano – anche se questi sono i primi dati analizzati, sembrano abbastanza indicativi nel dimostrare non solo il ruolo protettivo della dieta mediterranea con prodotti bio sulla salute umana a partire dalla fertilità, ma anche come sia possibile,in attesa di azioni di risanamento ambientale, adottare misure di ‘resilienza’ individuali con stili di vita e alimentari corretti per controbilanciare gli effetti negativi dell’inquinamento. Aggiungo che, tali misure di prevenzione hanno tanto più efficacia se effettuate proprio nelle età di maggiore plasticità biologica e comportamentale come quella adolescenziale, età dove si acquisiscono più facilmente stili di vita errati che possono compromettere la salute riproduttiva e la salute complessiva, favorendo lo sviluppo di patologie cronico-degenerative in età adulta e, tramite i cambiamenti dell’epigenoma spermatico, nella stessa progenie”.

Fonte: VVOX

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