I ricercatori italiani guidati da Montano hanno misurato i livelli di inquinamento atmosferico – benzene e particolato PM10 e PM2.5 – nelle diverse aree studiate e l’hanno messo a confronto con i livelli di frammentazione del DNA spermatico in oltre 300 soggetti. Livelli che nelle aree a rischio dal punto di vista ambientale come Taranto e la Terra dei fuochi sono risultati significativamente maggiori – circa il 30% – rispetto a quelli delle aree di controllo di Palermo e Salerno.
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l nuovo studio sugli effetti degli inquinanti sul Dna – pubblicato sulla rivista Environmental Toxicology and Pharmacology ( www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29448163 – apre una nuova pagina in un filone di ricerca che ha già dato risultati importanti non solo in Italia: “un recente studio cinese conferma gli effetti dell’inquinamento sulla morfologia degli spermatozoi, mentre un gruppo di ricercatori canadesi ha dimostrato gli effetti dell’inquinamento sul DNA – spiega Montano – ma il nostro studio apre uno scenario ancora più preoccupante, mostrando come polveri sottili e altri inquinanti possano modificare l’espressione di molti geni aprendo la strada a varie patologie”.
Fonte Repubblica.it