Intervista al Corriere della Sera: il Dott. Luigi Montano sugli effetti delle microplastiche

Le microplastiche sono ormai diffuse in modo capillare nell’ambiente: presenti nell’aria, nell’acqua e, come dimostrano numerosi studi recenti, anche all’interno dell’organismo umano. Le evidenze scientifiche indicano possibili effetti negativi sulla salute, inclusa la fertilità, attraverso meccanismi come stress ossidativo e infiammazione cellulare.

In questo contesto, la ricerca sta approfondendo anche il ruolo della nutrizione come possibile fattore di protezione. Secondo diversi studi condotti da università europee, alcuni alimenti di origine vegetale, in particolare quelli ricchi di pigmenti rossi e violacei, contengono elevate quantità di antocianine, potenti antiossidanti naturali.

Frutti di bosco come mirtilli, more e lamponi, insieme a uva, prugne, melanzane, cavolo rosso e radicchio, rappresentano alcune delle principali fonti di questi composti bioattivi. Le antocianine sono oggetto di crescente interesse scientifico per la loro capacità di contrastare lo stress ossidativo e modulare i processi infiammatori, due dei principali meccanismi attraverso cui le microplastiche possono esercitare effetti dannosi sulle cellule.

L’integrazione regolare di questi alimenti nella dieta quotidiana non rappresenta solo una scelta di varietà e qualità nutrizionale, ma potrebbe contribuire a sostenere i naturali sistemi di difesa dell’organismo, con potenziali benefici anche per la salute riproduttiva.

Sebbene la ricerca sia ancora in evoluzione, il legame tra alimentazione, esposizione ambientale e salute conferma l’importanza di un approccio integrato alla prevenzione, in cui la dieta può svolgere un ruolo complementare nella tutela dell’equilibrio cellulare e sistemico.



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