I risultati spiegati durante il Congresso SIRU riguardano altri 327 campioni provenienti dalle aree campane, da Palermo e dall’area dell’ILVA di Taranto che confermano l’estrema sensibilità del seme all’esposizione ambientale. In particolare il dna spermatico, parametro seminale che risente più precocemente del danno ambientale, è alterato del 35% circa, quindi con danni significativamente maggiori in chi risiede nella Terra dei Fuochi e nella zona di Taranto rispetto a quelli di Palermo e del salernitano.
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