The Europe TIME: intervista 5 febbraio 2026

Si riporta l’intervista di oggi 5 febbraio 2026 che, The Europe TIME, la versione europea del prestigioso TIME, ha fatto al coordinatore della rete di ricerca del Progetto EcoFoodFertility, il dott. Luigi Montano.

In sintesi, viene descritto come il progetto, nato in un’area emblematica della crisi Ambientale e Sanitaria d’Italia come la cosiddetta “Terra dei Fuochi”, grazie ad una vasta rete di collaborazioni scientifiche, si sia esteso a tante altre “terre dei fuochi” proponendo nuovi modelli per la Valutazione precoce dell’Impatto Ambientale sulla Salute Umana, innovativi sistemi di Prevenzione Primaria, Sorveglianza Sanitaria e Resilienza. Un nuovo Paradigma che apre a nuovi scenari per la protezione globale della salute pubblica a partire dalla difesa della Fertilità dei giovanissimi, come indicatore principale di Salute Ambientale e Generale.

Agire oggi sulla salute dei giovanissimi e fare in questa fase prevenzione puntando sugli indicatori di fertilità, significa proteggere la salute in età adulta, difendere dunque le generazioni presenti e future.

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Traduzione Integrale dell’intervista: Intervista a Luigi Montano

Il dott. Luigi Montano è un medico specialista in Urologia e Andrologia, dottore di ricerca in Biologia dell’Evoluzione ed Ecologia e una delle voci di riferimento nel campo della medicina ambientale e preventiva. In qualità di Responsabile dell’Unità di Andrologia e fondatore del progetto EcoFoodFertility, il suo lavoro collega pratica clinica, ricerca scientifica e politiche di sanità pubblica. Ponendo la fertilità umana – in particolare il liquido seminale – come indicatore biologico precoce di danno ambientale, Montano promuove modelli innovativi di prevenzione primaria, resilienza e sorveglianza sanitaria. La sua ricerca evidenzia la profonda interconnessione tra inquinamento, nutrizione, stili di vita e salute umana a lungo termine, con implicazioni non solo per il benessere riproduttivo, ma anche per le generazioni future e per sistemi di sanità pubblica sostenibili a livello globale.

Profilo professionale e missione

Abbiamo iniziato l’intervista chiedendo: “Come si presenterebbe e come spiegherebbe la missione centrale del suo lavoro oggi?”

Luigi Montano ha risposto:

«Sono un medico specialista in Urologia e Andrologia, con Abilitazione Scientifica Nazionale a professore associato di Urologia e dottorato di ricerca in Biologia dell’Evoluzione ed Ecologia. Sono stato Presidente della Società Italiana della Riproduzione Umana. Il focus principale della mia attività professionale e di ricerca è la medicina ambientale e dello stile di vita e le strategie di prevenzione, con l’obiettivo di comprendere come l’inquinamento ambientale, la nutrizione e le abitudini quotidiane influenzino la salute umana molto prima che la malattia diventi clinicamente evidente.

In qualità di Responsabile dell’Unità di Andrologia e del Servizio di Patologia Ambientale e Medicina dello Stile di Vita presso l’Azienda Sanitaria Locale di Salerno, e come fondatore del progetto EcoFoodFertility, lavoro all’intersezione tra pratica clinica e ricerca. In un mondo in cui la pressione ambientale e stili di vita e comportamenti non salutari stanno da tempo influenzando in modo sempre più negativo la salute generale, a partire da quella riproduttiva, il mio obiettivo è proporre nuovi modelli di prevenzione primaria e resilienza, considerando gli indicatori di fertilità come strumenti chiave per la tutela della salute pubblica presente e futura.

Valutare i giovanissimi nella fase più fertile della loro vita non consente solo di individuare precocemente i primi segni di danno alla salute causati da fattori ambientali e stili di vita – che colpiscono in primis il sistema riproduttivo, un vero e proprio “organo sentinella” – ma anche di educarli a riconoscere le esposizioni dannose e ad avviare percorsi di promozione della salute. Questo approccio mira a ridurre non solo i crescenti tassi di infertilità, ma anche il carico futuro di patologie cronico-degenerative in età adulta e nelle generazioni successive, alla luce dei ben documentati effetti transgenerazionali sempre più riportati nella letteratura scientifica.»

Un percorso personale segnato dalla crisi ambientale

The Europe Time: Quali esperienze personali hanno orientato il suo interesse verso la salute ambientale e riproduttiva?

Luigi Montano ha risposto:

«Il mio percorso scientifico è profondamente legato alla mia storia personale. Sono nato e cresciuto ad Acerra, epicentro di un’area riconosciuta come emblematica della crisi ambientale e sanitaria italiana, tristemente nota come “Terra dei Fuochi”. L’aumento dell’incidenza di diverse patologie cronico-degenerative, come il cancro anche nei giovanissimi, mi ha profondamente segnato e mi ha spinto a interrogarmi su come individuare e sviluppare modelli scientificamente più solidi per riconoscere i primissimi segni di danno ambientale alla salute pubblica, insieme a misure attive di prevenzione e resilienza.

Ciò era particolarmente urgente considerando che i modelli epidemiologici classici di valutazione del rischio comportano spesso ampie incertezze. In particolare, la semplice osservazione degli esiti patologici e la loro registrazione passiva, ad esempio attraverso i Registri Tumori – certamente utili per la programmazione sanitaria se i dati sono disponibili in tempi adeguati – non rispondevano, a mio avviso, alla necessità urgente di una prevenzione attiva nelle popolazioni che vivono in aree come la mia e in altre ad alta pressione ambientale.

Ho sentito quindi la necessità di sviluppare un nuovo quadro di studio capace di attivare azioni precoci e proattive di tutela della salute pubblica, soprattutto per le nuove e future generazioni, con l’obiettivo di ridurre la dimensione “temporale” nella valutazione e gestione del rischio sanitario proprio nelle aree maggiormente esposte agli stress ambientali. Questa motivazione mi ha portato a studiare come i fattori ambientali influenzino “silenziosamente” la nostra biologia, in particolare quella riproduttiva, che spesso manifesta i danni prima di altri sistemi fisiologici.»

La visione alla base di EcoFoodFertility

The Europe Time: Che cos’è EcoFoodFertility e quale visione l’ha spinta a crearlo?

Luigi Montano ha risposto:

«EcoFoodFertility è un progetto di ricerca che ho ideato per studiare come, e in quale misura, l’inquinamento ambientale, la qualità degli alimenti e lo stile di vita influenzino la salute generale, considerando la fertilità umana come indicatore precoce e predittivo della salute ambientale e generale, nonché per individuare misure in grado di prevenire e mitigare gli effetti dei contaminanti ambientali.

La mia visione era andare oltre le osservazioni isolate e le analisi basate sugli esiti, costruendo un modello scientifico capace di misurare l’impatto ambientale in una fase iniziale attraverso biomarcatori biologici altamente sensibili. La fertilità, in particolare quella maschile e, più nello specifico, il liquido seminale, considerato un vero e proprio “seme sentinella”, è estremamente sensibile ai cambiamenti ambientali e agli stili di vita e fornisce informazioni di grande valore scientifico e clinico.

Oggi il progetto riunisce clinici e ricercatori di diverse discipline secondo l’approccio One Health, dando vita a una Rete Interdisciplinare per la Salute Ambientale e Riproduttiva attiva in varie regioni d’Italia. Negli ultimi anni, questa rete si è ampliata oltre i confini nazionali grazie a collaborazioni internazionali, sostenute da numerose linee di ricerca attive e da molte pubblicazioni scientifiche internazionali.

Il progetto opera inoltre secondo i principi della Citizen Science, grazie a una forte collaborazione con le comunità locali – incluse scuole e associazioni – cercando sempre di costruire un rapporto di fiducia tra la scienza e i territori coinvolti. Sulla base dei risultati ottenuti, il modello di biomonitoraggio di EcoFoodFertility si sta affermando sempre più come uno strumento innovativo per la sorveglianza sanitaria, la prevenzione primaria e la resilienza nelle popolazioni esposte, ponendo la salute riproduttiva come indicatore chiave delle condizioni ambientali e della salute pubblica.»

Un sistema di allerta precoce per il danno ambientale

The Europe Time: Perché descrive il liquido seminale come una “sentinella” della salute ambientale?

Luigi Montano ha risposto:

«Descrivo il liquido seminale come un fluido sentinella perché reagisce molto rapidamente agli stress ambientali e legati allo stile di vita. Inquinanti come metalli pesanti, pesticidi e, più in generale, gli interferenti endocrini possono alterare la concentrazione, la motilità, la morfologia degli spermatozoi e l’integrità del DNA, spesso prima che compaiano sintomi clinici.

In molti giovani uomini apparentemente sani, le alterazioni seminali rivelano danni biologici nascosti causati dall’esposizione ambientale. Questo rende l’analisi del seme un potente strumento di allerta precoce. Studiando i parametri riproduttivi, possiamo individuare i rischi ambientali in fase iniziale, intervenire tempestivamente e proteggere non solo la fertilità, ma anche la salute generale a lungo termine, sia a livello individuale sia di popolazione.»

La nutrizione come strumento di prevenzione e resilienza

The Europe Time: Quanto è importante la nutrizione nella protezione della fertilità e della salute generale?

Luigi Montano ha risposto:

«La nutrizione svolge un ruolo protettivo fondamentale nella mia ricerca. Sebbene non possiamo eliminare immediatamente l’inquinamento ambientale, possiamo influenzare il modo in cui il nostro organismo vi risponde. Sostengo fortemente una dieta di tipo mediterraneo, basata su alimenti biologici, puliti, stagionali e minimamente processati che, oltre a essere privi di residui di pesticidi, sono ricchi di fitocomposti ad alta capacità antiossidante e detossificante.

Questi composti possono contribuire a ridurre il carico di inquinanti e/o a modulare i loro effetti negativi sulla salute, promuovendo una forma di resilienza ambientale e umana, una sorta di “bonifica dell’uomo inquinato”. Questo tipo di alimentazione aiuta a contrastare lo stress ossidativo indotto dagli inquinanti, sostiene l’equilibrio ormonale e la funzione riproduttiva e favorisce i processi di detossificazione.

Il cibo non è solo carburante, ma uno strumento quotidiano di prevenzione. Scegliere alimenti più sani significa anche sostenere un’agricoltura sostenibile e ridurre la contaminazione ambientale. In questo modo, la nutrizione diventa un ponte tra salute individuale, responsabilità ambientale e benessere sociale a lungo termine.»

Dalla salute riproduttiva alla strategia di sanità pubblica

The Europe Time: In che modo il suo lavoro collega la ricerca sulla fertilità a tematiche più ampie di salute pubblica?

Luigi Montano ha risposto:

«Sebbene la fertilità sia centrale nel mio lavoro, le sue implicazioni vanno ben oltre la riproduzione. La salute riproduttiva riflette spesso danni biologici precoci che possono manifestarsi successivamente come malattie croniche, disturbi metabolici o tumori. Individuando questi segnali in fase iniziale, la medicina può essere orientata verso la prevenzione piuttosto che verso interventi tardivi.

La mia ricerca incoraggia i sistemi sanitari a considerare l’esposizione ambientale come parte integrante della valutazione clinica di routine. Questo approccio ridefinisce il concetto di salute pubblica, evidenziando la responsabilità delle istituzioni nel monitorare i rischi ambientali e nel informare le comunità. La fertilità non è una questione privata: è un indicatore collettivo della salute sociale e ambientale.»

Promuovere il cambiamento scientifico e influenzare le politiche

Infine abbiamo chiesto: “Quale impatto spera che la sua ricerca abbia sulla scienza e sulle politiche pubbliche?”

Luigi Montano ha concluso:

«Spero che la mia ricerca contribuisca a un cambiamento culturale e scientifico orientato alla prevenzione, alla resilienza e alla responsabilità. Attraverso pubblicazioni, collaborazioni e comunicazione pubblica, stiamo già fornendo evidenze concrete che collegano l’inquinamento ambientale alla salute umana.

Il mio obiettivo è incoraggiare i decisori politici ad adottare strategie innovative di monitoraggio e sorveglianza della popolazione, con particolare attenzione ai giovanissimi, per prevenire o almeno ridurre il carico delle patologie future. Per questo poniamo una forte enfasi sui biomarcatori riproduttivi come indicatori precoci di danno biologico, accanto alle misurazioni ambientali.

Voglio anche aumentare la consapevolezza dei cittadini, mettendoli in condizione di comprendere i rischi ambientali e l’importanza delle scelte di vita. In definitiva, credo che la scienza disponga già oggi degli strumenti necessari per servire la società e proteggere le generazioni presenti e future, garantendo salute, integrità ambientale e sostenibilità, dimensioni che devono sempre essere considerate priorità profondamente interconnesse.»

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