Il medico ospedaliero dell’ASL Salerno entra nella prestigiosa classifica internazionale. Un risultato scientifico particolare, raggiunto grazie a EcoFoodFertility, il progetto che in poco più di dieci anni ha trasformato lo studio della fertilità in un innovativo modello One Health, dalla salute riproduttiva alla prevenzione, dalla citizen science alla giustizia ambientale e alla rigenerazione dei territori.
SALERNO, ottobre 2026 – Dalla Terra dei Fuochi al panorama della ricerca scientifica mondiale. Luigi Montano, uro-andrologo ospedaliero dell’ASL Salerno, esperto in Patologia Ambientale e Medicina dello Stile di Vita, già Past President della Società Italiana della Riproduzione Umana, con un PhD in Biologia dell’Evoluzione ed Ecologia e con abilitazione Scientfica Nazionale a Prof. Ordinario in Urologia, ideatore e coordinatore del progetto di ricerca EcoFoodFertility, è stato inserito nell’edizione 2026 della classifica internazionale World’s Top 2% Scientists Stanford–Elsevier, che identifica gli scienziati con elevato impatto bibliometrico nelle diverse discipline scientifiche.
Il riconoscimento riguarda la graduatoria Single-Year Scientific Impact, elaborata sulla base delle citazioni ricevute nel 2025 e di altri indicatori bibliometrici standardizzati.
Un risultato che assume un significato particolare per il percorso professionale di Montano, medico ospedaliero del Servizio Sanitario Nazionale e non ricercatore strutturato in un’università o in un grande istituto di ricerca. Parallelamente all’attività clinica, Montano ha infatti coinvolto nella ricerca da lui ideata ricercatori di diverse discipline appartenenti a università, enti di ricerca, istituzioni sanitarie, creando la Rete Interdisciplinare per la Salute Ambientale e Riproduttiva che ha permesso al progetto di collaborare direttamente con associazioni e comunità territoriali in più aree d’Italia eseguendo in diversi territori nazionali avanzate ricerche di biomonitoraggio umano e proiettando in ottica One Health il progetto verso confini finora inesplorati per la sanità pubblica.
Nell’elaborazione dei dati Stanford–Elsevier 2026, Montano si colloca in quella ristretta cerchia di ricercatori presenti nel database e classificati nell’ambito Biomedical Research ed Environmental Sciences, considerando quest’ultima come primo o secondo sottosettore. Una posizione che lo colloca nella fascia superiore di circa il 35% di questo specifico gruppo scientifico.
Un percorso scientifico rapido, nato dal territorio
La storia di EcoFoodFertility comincia nel 2013-2014, quando Montano, originario di Acerra, nel cuore della Terra dei Fuochi, intuisce che lo studio della fertilità maschile possa offrire nuove opportunità per comprendere gli effetti dell’inquinamento ambientale sulla salute.
Da qui nasce l’idea di utilizzare il liquido seminale come “sentinella” precoce della salute ambientale, riproduttiva e generale, attraverso l’analisi integrata di contaminanti e biomarcatori molecolari avanzati. Partendo da questa intuizione si è sviluppato un progetto multicentrico di biomonitoraggio umano, esteso a diverse aree italiane e a collaborazioni anche internazionali, con numerose pubblicazioni scientifiche che hanno contribuito ad aprire nuove prospettive per la Medicina Ambientale e la Sanità Pubblica. Gli studi hanno evidenziato come, in determinati contesti, il liquido seminale possa rivelare differenze di esposizione e alterazioni biologiche tra territori a diversa pressione ambientale con maggiore sensibilità discriminante rispetto ad altre matrici biologiche, come sangue e urine.
La fertilità viene così interpretata non soltanto come capacità riproduttiva, ma anche come possibile indicatore precoce della salute dell’individuo e delle conseguenze biologiche dell’esposizione ambientale, i cui risvolti stanno aprendo nuovi scenari per la prevenzione, la sorveglianza sanitaria.
Dalla fertilità umana a One Health: una ricerca che supera i confini disciplinari
L’aspetto più innovativo di EcoFoodFertility è la sua progressiva evoluzione verso un modello operativo One Health, fondato sull’interdipendenza tra salute umana, animale e ambientale.
Dagli studi iniziali sulla fertilità maschile, le ricerche si sono estese alla salute riproduttiva femminile, con avanzati studi di esposomica tra cui genomica, epigenetica, proteomica, volatilomica e la ricerca sempre più avanzata verso anche contaminanti emergenti come nano e microplastiche e terre rare.
Il paradigma del “Seme Sentinella” si è inoltre ampliato alla dimensione veterinaria, con linee di ricerca che coinvolgono anche cani e falchi, per esplorare il ruolo dei biomarcatori riproduttivi nella valutazione integrata degli effetti delle pressioni ambientali su differenti specie, peraltro sentinelle esse stesse della salute umana e dell’ecosistema.
Parallelamente, il progetto ha esteso la propria prospettiva alla dimensione agroalimentare, approfondendo le relazioni tra fertilità biologica del suolo, biodiversità, qualità degli alimenti, nutrizione e salute umana in chiave di resilienza umana e ambientale.
Si delinea così un percorso che collega la fertilità del suolo, delle piante, degli animali e dell’uomo, interpretandole come dimensioni interdipendenti della salute degli ecosistemi.
Citizen science e giustizia ambientale: la ricerca al servizio delle comunità
Un elemento distintivo di EcoFoodFertility è stato anche il suo radicamento nei territori.
Il progetto nasce infatti dalle criticità ambientali e dalle preoccupazioni sanitarie delle comunità della Terra dei Fuochi, trasformando interrogativi e bisogni dei cittadini in programmi di ricerca, biomonitoraggio, educazione e prevenzione. Un approccio che valorizza concretamente la citizen science, coinvolgendo giovani, scuole, associazioni e comunità locali nei percorsi di conoscenza e tutela della salute. Questa impostazione introduce anche una prospettiva di giustizia ambientale e sanitaria: rendere non solo più visibili e misurabili i segnali biologici associati all’esposizione agli inquinanti, soprattutto nei territori maggiormente vulnerabili, per contribuire a decisioni pubbliche più informate e a una distribuzione più equa delle opportunità di prevenzione, ma anche e a meglio individuare il nesso fra insulto e danno alla salute attraverso il percorso del danno riproduttivo molto più evidenziabile, perché più ravvicinato rispetto al danno oncologico, aprendo di fatto nuove prospettive anche in ambito medico-legale.
L’integrazione tra dati ambientali, biomonitoraggio umano e indicatori biologici precoci può inoltre offrire nuove prospettive alla valutazione dell’impatto ambientale sulla salute, affiancando alle tradizionali misurazioni dei contaminanti informazioni sugli effetti biologici nell’organismo.
Dalla valutazione del danno alla prevenzione, alla resilienza e alla rigenerazione
EcoFoodFertility non si è limitato a identificare i possibili effetti dell’inquinamento, ma ha progressivamente sviluppato anche strategie di prevenzione primaria e resilienza. Attraverso la MedEubiotica, nuova interpretazione della Dieta Mediterranea con alimenti BIO per contrastare gli inquinanti e/o ridurne i suoi effetti sulla salute umana, ha avviato interventi nutrizionali e sugli stili di vita per la difesa e promozione della salute metabolica e riproduttiva dalla contaminazione ambientale.
Gli studi di intervento hanno fornito evidenze di miglioramento di alcuni indicatori riproduttivi e biologici, aprendo nuove prospettive per la prevenzione nelle popolazioni esposte a pressioni ambientali.
A questa dimensione si aggiunge quella del sostegno a pratiche di rigenerazione territoriale, attraverso esperienze di agroecologia e agroforestazione, tra cui l’impianto dell’Orto Eubiotico presso il Mamagrà a S. Anastasia per il recupero della fertilità biologica del suolo, della biodiversità e della qualità dei sistemi alimentari a sostegno della fertilità umana.
Il modello si sviluppa quindi lungo un percorso integrato: dalla valutazione precoce del rischio alla prevenzione, dalla resilienza umana alla rigenerazione ambientale.
“Dalla crisi al modello”: il significato di un riconoscimento internazionale
L’ingresso di Luigi Montano nella classifica Stanford–Elsevier 2026 rappresenta il riconoscimento dell’impatto scientifico di un percorso che, in un tempo relativamente breve, ha saputo trasformare un’intuizione clinica nata da un’emergenza territoriale in un programma di ricerca interdisciplinare di rilevanza internazionale.Un risultato significativo anche per il Servizio Sanitario Nazionale, perché dimostra come la medicina ospedaliera, quando si integra con ricerca, innovazione e partecipazione delle comunità, possa contribuire allo sviluppo di nuove conoscenze e modelli di Sanità Pubblica, anche al di fuori dei tradizionali contesti accademici.«Questo riconoscimento rappresenta soprattutto il valore di un percorso scientifico nato dal territorio, dall’ascolto delle comunità e dalla necessità di comprendere come l’ambiente possa influenzare fortemente la nostra salute. Con EcoFoodFertility si è dunque partiti dalla fertilità maschile per arrivare a una visione molto più ampia, nella quale la salute riproduttiva diventa una sentinella della salute generale e la ricerca si estende agli animali, agli alimenti, al suolo e agli ecosistemi. Il nostro obiettivo non è soltanto misurare il danno, ma costruire nuovi strumenti di prevenzione, resilienza e rigenerazione, secondo un modello One Health che metta davvero in relazione scienza, sanità pubblica e cittadini».
“Dalla crisi al modello” sintetizza la filosofia di EcoFoodFertility: trasformare le criticità ambientali di un territorio in nuove conoscenze scientifiche, strumenti di prevenzione e prospettive di salute per le generazioni future.

